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INTONAZIONE PIANOFORTI



In Sintesi
Per Intonazione si intende quell'aspetto della registrazione del suono che modifica la qualità del suo. L'accordatura modifica e corregge la frequenza delle vibrazioni delle corde. L'intonazione si potrebbe dire che svolge una funzione equalizzante orizzontalmente sulla tastiera e coordina gli armonici e ripulisce il suono delle singole note verticalmente. L'intonazione agisce sul timbro, sulla voce del pianoforte.



Se i martelli del pianoforte sono di buona qualità, il timbro è modificabile. Significa che si può adattare alle esigenze espressive del pianista.
Dopo che il pianoforte viene utilizzato, la conformazione dei martelli si modifica leggermente. Siccome non tutti i martelli vengono utilizzati in modo uguale, con il tempo si accentuano delle differenze di tibro fra le singole note. Alcuni martelli induriscono di più ed altri di meno. Man mano che queste differenze crescono, il timbro diventerà sempre più intollerabile ai pianisti perché avrà lo svantaggio di non essere più uniforme. Questo provoca una difficoltà nel controllo del suono e limita la potenzialità del pianista visto che non può memorizzare ogni singola differenza fra le singole note del pianoforte.

L'Intonazione corregge questa disuguaglianza e riporta coerenza fra tutte le note sia orizzontalmente che verticalmente. A parità di sollecitazione dei tasti il tecnico riequilibra una parità di risposta sonora.
Per far questo il tecnico interviene in vari modi sui martelli e sulle corde.
Ma questa lavorazione richiede molta esperienza e professionalità.



DOCUMENTI

CHE COS'E' IL SUONO? (da www.riflessioni.it)

L'universo vive di suoni ed in tutti questi suoni sono presenti gli armonici. Gli armonici, conosciuti anche come ipertoni, sono un fenomeno sonoro che si verifica ogni volta che un suono viene emesso. Normalmente, ci sembra di percepire note singole quando sentiamo uno strumento musicale come il violino ed il pianoforte che suonano una nota. Invece, quasi tutte le note prodotte da strumenti musicali, dalla nostra voce o da altre sorgenti sonore, non sono realmente note pure", ma sovrapposizioni di frequenze di note pure, chiamate "parziali". La più bassa di tutte queste frequenze è detta "la fondamentale". Tutte le parziali con frequenza maggiore della fondamentale sono dette "ipertoni". Prima di cominciare un esame degli armonici come fenomeno sonoro, cominciamo ad analizzare il suono. Il suono è un'energia vibrazionale che ha forma ondulatoria. Queste onde sono scientificamente misurate in unita' dette hertz (Hz) e prendono in considerazione il numero di cicli per secondo creati dall'energia in questione. Tale quantità' è comunemente conosciuta come "frequenza". È soggettivamente sperimentata come "tonalità".

FREQUENZA Una corda che vibra cento volte al secondo genera un suono misurabile in 100 Hz. questa è la sua frequenza. Una corda che vibra 1.000 volte al secondo sarebbe misurata in 1.000 Hz. Noi possiamo ascoltare i suoni con vibrazioni comprese tra i 16 ed i 25.000 Hz. Questa considerazione può variare di molto, in relazione all'individuo ed alla sua età'. Mentre il limite superiore riferito a giovani con un udito perfetto può talvolta raggiungere i 25.000 Hz, c'è una larga percentuale della popolazione che non può sentire suoni con una frequenza superiore ai 10.000 Hz. I suoni oltre i 25.000 Hz sono detti ultrasuoni. I suoni al di sotto dei 16 Hz sono detti E.L.F.S. (Extreme Low Frequencies, frequenze estremamente basse). Più lentamente un suono vibra, più lo percepiamo basso. Più vibra velocemente, più lo percepiamo alto. Su un pianoforte, la nota più bassa vibra con una frequenza di 4186 Hz. Frequenze differenti che hanno misure specifiche danno origine alle differenti note che compongono le scale musicali usate oggi. Se esaminiamo le note di un pianoforte, vediamo che sono divise in 7 tasti bianchi e 5 neri. I 7 tasti bianchi rappresentano le note della cosiddetta "scala diatonica", che è la scala più diffusa nella musica occidentale. Partendo dal Do, le note sono Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, per finire con un altro Do. I tasti neri rappresentano i diesis (o i bemolle), i gradini tra una nota e l'altra dei tasti bianchi. Sono il Do# (o Re b), il Re# (o Mi b), il Fa# (o Sol b), il Sol# (o La b), il La# (o Si b). Se una corda di un pianoforte vibra 256 volte al secondo diremo che la sua frequenza è di 256 Hz. Questa frequenza origina una nota la cui tonalità' è detta Do. Si fa riferimento alle note anche con quest'altra notazione: C, D, E, F, G, A, B. Su un pianoforte, una corda che vibra a 293 Hz è un Re; una che vibra a 330 Hz è un Mi; a 349 Hz è un Fa; a 392 Hz è un Sol; a 410 Hz è un La; a 494 Hz è un Si e a 512 è nuovamente un Do.

TONALITÀ Nei vari sistemi di tonalità per i vari strumenti musicali si verificano differenti frequenze per note particolari. La nota Do, per esempio, può variare tra i 251 ed i 264 Hz, ed anche le altre note della scala possono variare in modo notevole. Questo dipende dal luogo in cui si accorda uno strumento (la sua tonalità da concerto è diversa negli Stati Uniti e in Europa) e dallo strumento che si sta accordando (le tonalità di un pianoforte sono diverse da quelle di un violino). La questione della tonalità è piuttosto complessa. Le differenze d'intonazione hanno a che fare con la matematica. Se chiamiamo una nota che vibra a 256 Hz Do, e una nota che vibra con una frequenza doppia di 512 Hz Do di un'ottava superiore, esistono molti diversi modi di dividere le altre note tra questi due Do. Alcune accordature sono basate sulla serie di armonici e sui rapporti tra armonici. Altre si basano su un equa divisione tra le note. È un argomento intrigante e complicato.

IPERTONI Continuando con l'esempio di una corda che vibra a 256 Hz e a cui ci riferiamo come Do, quando la ascoltiamo normalmente sentiamo la nota Do. Questo accade facendo riferimento solo alla nota fondamentale. Infatti, quando quella corda vibra 256 volte al secondo e quel Do sta suonando, molte altre note, oltre a quella fondamentale, stanno suonando. Queste sono dette "ipertoni". In molti casi non riusciamo a distinguere i differenti ipertoni che stanno risuonando e che contribuiscono a ciò che definiamo il timbro di uno strumento. Differenti strumenti suoneranno tutti gli ipertoni, ma specifici ipertoni sono più evidenti in differenti strumenti. Questi armonici dominanti sono chiamati modellanti". Sono la parte dello spettro sonoro dove l'energia è maggiormente concentrata. Gli armonici sono responsabili della modellazione dei singoli suoni che noi udiamo e dell'unicità del timbro di ogni strumento. In un laboratorio elettronico, gli armonici sono stati separati grazie a filtri speciali in tre diversi strumenti. Ascoltando questi strumenti privati dei loro armonici era impossibile distinguerli l'uno dall'altro, nonostante in condizioni normali non sarebbe stato difficile riconoscere un violino da una tromba o da un pianoforte. Gli ipertoni sono presenti anche nelle nostre voci e sono, infatti, responsabili delle nostre doti canore e della nostra voce unica. Ogni voce è diversa ed ogni voce ha le sue specifiche "modellanti" che risuonano quando parliamo. Gli armonici sono matematicamente in relazione tra loro. Ricordate l'esempio della corda che vibra a 256 Hz ed origina il Do? Mentre la corda vibra 256 volte al secondo, altre onde sonore sono state generate e vibrano come multipli geometrici di 256 Hz. Il primo armonico vibra due volte più velocemente della fondamentale, in un rapporto di 2 a 1, o 512 vibrazioni al secondo. Questo crea una nota a cui si fa riferimento come ad un intervallo di un ottavo della fondamentale, ed è anch'essa chiamata Do.

I PRIMI 16 ARMONICI Lo schema della pagina seguente mostra i primi 16 armonici creati usando un Do di frequenza 256 Hz come fondamentale. Mostra anche la sua frequenza e l'intervallo generato. La prima colonna rappresenta il nome dato all'armonico. La seconda mostra l'intervallo creato dall'armonico nell'ottava. La terza indica il nome parziale dell'armonico e la quarta la sua frequenza. I primi 16 armonici creati partendo dal Do (256 Hz) come fondamentale
NOTA INTERVALLO ARMONICO FREQUENZA
1 Do Unisono 1ª parziale 256 Hz
2 Do Ottava 2ª parziale 512 Hz
3 Sol 5ª perfetta 3ª parziale 768 Hz
4 Do Ottava 4ª parziale 1.024 Hz
5 Mi 3ª maggiore 5ª parziale 1.280 Hz
6 Sol 5ª perfetta 6ª parziale 1.536 Hz
7 Sib- 7ª minore 7ª parziale 1.792 Hz
8 Do Ottava 8ª parziale 2.048 Hz
9 Re 2ª maggiore 9ª parziale 2.304 Hz
10 Mi 3ª maggiore 10ª parziale 2.560 Hz
11 Fa#- 4ª aumentata 11ª parziale 2.816 Hz
12 Sol 5ª perfetta 12ª parziale 3.072 Hz
13 La- 6ª maggiore 13ª parziale 3.328 Hz
14 Si b- 7ª minore 14ª parziale 3.584 Hz
15 Si 7ª maggiore 15ª parziale 3.840 Hz
16 Do ottava 16ª parziale 4.096 Hz
       


Un intervallo è la differenza di intonazione tra due note. Un esempio è la differenza tra due note suonate sul pianoforte. La differenza tra queste due note è detta intervallo.

- Il secondo armonico che suona vibra tre volte più velocemente della fondamentale, in un rapporto di 3 a 1, a 768 Hz. Questa crea una nota a cui si fa riferimento con un intervallo di un'ottava ed una quinta sulla fondamentale. Il nome che diamo a questa nota è Sol.

-Il terzo armonico che suona vibra quattro volte più velocemente della fondamentale, in un rapporto di 4 a 1, a 1.024 Hz. Questa nota crea un intervallo di un ottava sulla prima nota. ~ due ottave sulla fondamentale ed è anch'essa chiamata Do.

- Il quarto armonico suona vibrando 5 volte più velocemente della fondamentale, in un rapporto di 5 a 1, a 1280 Hz. Onesta nota crea un intervallo che è di due ottave ed una terza superiore alla fondamentale. Questa nota è un Mi.

-Il quinto armonico vibra 6 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 6 a 1, e genera un altro Sol, un'ottava sopra il secondo armonico.

-Il sesto armonico vibra 7 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 7 a 1, e crea una nota che normalmente non si trova sulla tastiera di uno strumento. Questa nota è leggermente più bassa di un Sib (spesso indicata con un Sib-).

- Il settimo armonico vibra Otto volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 8 a 1 e crea un nuovo Do superiore al primo di tre ottave.

- L'ottavo armonico vibra 9 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 9 a 1 e genera un Re.

- Il nono armonico vibra 10 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 10 a 1 e genera un nuovo Mi, superiore a quello creato dal quarto ipertono di un'ottava.

- Il decimo armonico vibra il volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 11 a 1 e genera un'altra nota che normalmente non si trova su una tastiera. Questa nota è leggermente più bassa di un Fa# (riportata come Fa#-).

- L'undicesimo armonico vibra 12 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 12 a 1 e crea un altro Sol, superiore di un'ottava a quello generato dal quinto ipertono.

-Il dodicesimo armonico vibra 13 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 13 a 1 e crea un'altra nota che non si trova sulla tastiera, leggermente più bassa di un La (riportata come La-).

- Il tredicesimo armonico vibra 14 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 14 a 1 e genera un altro Sib-, superiore di un'ottava a quello prodotto dal sesto ipertono.

- Il quattordicesimo armonico vibra 15 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 15 a 1 e genera una nota chiamata Si naturale.

-Il quindicesimo armonico, che vibra 16 volte più velocemente della fondamentale in un rapporto di 16 a 1, genera un altro Do, che è di 4 ottave superiore al primo.

Questi sono gli armonici delle prime quattro ottave, generati dal primo Do, che abbiamo definito "fondamentale" e che è stato suonato su uno strumento. Questi non sono comunque tutti gli ipertoni prodotti. In teoria, la serie degli ipertoni è infinita, con ogni armonico multiplo geometrico della fondamentale che diventa più veloce e più alto.


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