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In Sintesi
L'accordatura dei pianoforti è la registrazione della
frequenza con cui vibrano le corde. Aumentando o diminuendo
la tensione delle corde, la frequenza cambia.
Per effettuare questa operazione occorre intervenire attraverso
le caviglie. Le caviglie sono i perni metallici a cui sono ancorate
le corde. Le cavilgie sono fissate sul somiere.
Con quale frequenza occorre accordare i pianoforti?
La risposta non può essere univoca. Dipende da tante varianti
che vanno dalle condizioni in cui viene tenuto il pianoforte,
alle esigenze del pianista, dalle caratteristiche tecniche del
pianoforte al modo in cui viene utilizzato.
Alcuni professionisti esigono il pianoforte accordato almeno
una volta al mese.
In occasione di concerti un pianoforte richiede sempre di essere
riaccordato.
Normalmente, se un pianoforte viene accordato regolarmente e
mantenuto in condizioni "normali", meno di due accordature all'anno
sono sufficienti per ottenere un buon livello di accordatura
Un pianoforte ha bisogno di "ambientarsi".
Quando arriva nella sua destinazione finale, ha bisogno di un
certo tempo per trovare un suo equilibro con le condizioni micro-climatiche
della nuova dimora. Se pur piccole e apparentemente insignificanti,
le variazioni di temperatura ed umidità provocano delle
piccolissime variazioni alla tenzione delle corde in tutti i
pianoforti.
Queste piccolissime variazioni hanno bisogno di un intervento
(accordatura) per essere corrette e poter godere nuovamente
del bel suono di un pianoforte accordato.
A
causa della complessità costruttiva il pianoforte, una
volta arrivato a destinazione, per "assestarsi" veramente
ha bisogno di un tempo adeguato per trovare un suo equilibro
con le condizioni micro climatiche della sua nuova dimora.
Il primo periodo di un pianoforte appena acquistato richiede
qualche intervento in più. Ma poi, se si fa attenzione a mantenere
il più possibile tasso di umidità relativa e temperatura dell'ambinete
il più costanti possibili, le accordature che normalmente sono
necessarie per avere un pianoforte accordato in modo accettabile
possono non superare le due volte l'anno.
Le
principali cause che alterano l’accordatura sono:
• la variazione dela temperatura e del tasso di umidità
• il semplice utilizzo
• il trasporto (traslochi e spostamenti)
Il temperamento equabile consiste in un
"aggiustamento" dei gradi della scala naturale, in modo
da dare uniformità ai vari tipi d’intervallo ed eliminare
le ambiguità tra tono maggiore e minore o semitono diatonico
e cromatico. L’idea di base è molto semplice: si tratta
di suddividere l’ottava in 12 parti uguali. Poiché l’intervallo
di ottava è espresso dalla frazione 2/1 (cioè dal numero
2, quindi la frequenza
raddoppia ad ogni ottava), la base per la costruzione
della scala è il numero che
rappresenta l’altezza di un semitono (semitono temperato):
dodici semitoni coprono la distanza di un’ottava, mentre
il tono è formato da due semitoni.
Poiché
, il semitono “temperato” risulta essere una via di mezzo
tra il semitono cromatico (25/24) e il semitono diatonico
(16/15) della scala naturale. Il tono invece vale ,
cioè è circa equivalente ad un tono maggiore naturale.
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Unisono |
1
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Seconda maggiore |
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Terza maggiore |
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Quarta giusta |
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Quinta giusta |
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Sesta maggiore |
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Settima maggiore |
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Ottava |
2
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Vantaggi e svantaggi
| Grado della scala |
Scala temperata |
Interv. |
Nome interv. |
| I |
0 |
- |
- |
| II |
200 |
200 |
Tono |
| III |
400 |
200 |
Tono |
| IV |
500 |
100 |
Semitono |
| V |
700 |
200 |
Tono |
| VI |
900 |
200 |
Tono |
| VII |
1100 |
200 |
Tono |
| VIII |
1200 |
100 |
Semitono |
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Il
temperamento equabile è dunque un’espediente teorico che,
eliminando la distinzione tra tono maggiore/minore e semitono
diatonico/cromatico, fa coincidere diesis e bemolli (per es.
Sol# = Lab), ottenendo che il tono si divida in due semitoni
uguali. Tale semplificazione elimina molti inconvenienti,
consentendo l’esecuzione di opere come il Clavicembalo ben
temperato di J.S. Bach su strumenti ad intonazione fissa.
L'unico svantaggio è lo sfasamento dell'altezza delle note
rispetto agli armonici naturali, che porta ad un piccolo ritocco
delle consonanze; il compromesso è però efficace ed ormai
assorbito e tollerato dalla sensibilità musicale occidentale:
solo orecchi molto allenati riescono a cogliere la "stonatura".
Nella
prassi musicale contemporanea la scala temperata non ha soppiantato
del tutto le concorrenti: essa è utilizzata soltanto in presenza
di uno o più strumenti ad intonazione fissa (pianoforte,
arpa,
clavicembalo,
celesta,
ecc.). Gli strumenti
ad arco e i legni
possono suonare sia secondo il temperamento equabile, sia
secondo il temperamento inequabile (naturale), mentre gli
ottoni
possono suonare soltanto secondo la scala naturale. Se nell’ensemble
non sono presenti strumenti ad intonazione fissa si preferisce
utilizzare la scala naturale che, essendo fondata sulla successione
degli armonici che realmente si manifesta in natura, garantisce
una maggiore consonanza e ricchezza armonica.
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